Con l’ordinanza n. 8236 del 2 aprile 2026, la Corte di Cassazione ha consolidato un principio fondamentale in materia di fiscalità locale: la locazione parziale dell'immobile non preclude l'esenzione IMU per l'abitazione principale.
Rigettando il ricorso di un Comune, i giudici di legittimità hanno chiarito che l'affitto di una singola stanza o di una porzione della casa non comporta la perdita del beneficio fiscale. Tale agevolazione resta valida a patto che il proprietario mantenga nell'immobile sia la residenza anagrafica sia la dimora abituale. In assenza di norme che ne vietino esplicitamente il cumulo, l'utilizzo parzialmente redditizio del bene non ne altera la natura di "dimora primaria".
Questa decisione si allinea alla storica sentenza n. 209/2022 della Corte Costituzionale, prediligendo un’interpretazione che tutela il contribuente. L'orientamento ha un forte impatto operativo: da un lato, limita le pretese impositive degli enti locali basate sulla mera presenza di locatari; dall'altro, offre una base solida per la consulenza professionale. Di fatto, viene riconosciuta la possibilità di integrare il reddito familiare attraverso locazioni brevi o parziali senza rinunciare ai diritti legati alla prima casa, garantendo certezza del diritto in una fattispecie quotidiana molto diffusa.




